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Riepilogo
Dal 1983 al 1986, attivisti filippini guidati dalla Nuclear Free Philippines Coalition hanno fatto campagna per fermare la centrale nucleare di Bataan e successivamente per rimuovere le basi militari statunitensi. La campagna ha utilizzato marce, raduni, scioperi e roghi di effigi, culminando in un massiccio sciopero a livello provinciale nel giugno 1985. La centrale è stata rinviata nel 1986 dopo la caduta del regime di Marcos, e le basi statunitensi sono state rimosse entro il 1992.
Contesto
Nel luglio 1973, il presidente Ferdinand Marcos annunciò la centrale nucleare di Bataan per affrontare la crisi economica causata dall’embargo petrolifero del Medio Oriente. Ambientalisti e cittadini si opposero alla centrale a causa delle minacce per la salute pubblica, e nel gennaio 1981 fu formata la Nuclear Free Philippines Coalition per fermarne la costruzione e il funzionamento.
Cosa è successo
Il 26 ottobre 1983, oltre 200 manifestanti marciarono dall’Università delle Filippine all’Ambasciata degli Stati Uniti [source: nv-database] a Manila, con circa 500 persone radunate davanti all’ambasciata [source: nv-database]. Il 13 giugno 1984, circa 2.000 attivisti si radunarono davanti all’Ambasciata e bruciarono un’effigie dello Zio Sam [source: nv-database]. Il 6 ottobre 1984, circa 2.000 attivisti bruciarono un’effigie di un teschio davanti alla centrale di Bataan [source: nv-database]. Dal 18 al 20 giugno 1985, si tenne una protesta di tre giorni chiamata “Welgang Bayan Laban sa Plantang Nukleyar” (Sciopero del Popolo contro la Centrale Nucleare) a Balanga, Bataan; il 20 giugno, circa 33.000 attivisti e cittadini parteciparono alla più grande protesta, costringendo l’intera provincia a fermarsi e mobilitando 22 organizzazioni antinucleari [source: nv-database]. Il 20 settembre 1985, durante una protesta di due giorni nella penisola di Bataan, il Nuovo Esercito Popolare uccise sette attivisti [source: nv-database]. Nell’aprile 1986, in seguito alla cacciata di Marcos e al disastro di Chernobyl, la BNPP fu rinviata dalla presidente Corazon Aquino [source: nv-database]. Nel 1991, il Senato filippino votò per rimuovere la permanenza delle strutture statunitensi [source: nv-database], e entro il 1992 la maggior parte delle strutture statunitensi [source: nv-database] si erano ritirate [source: nv-database].
Persone e organizzazioni chiave
- Nuclear Free Philippines Coalition
- Senatore Lorenzo M. Tañada
- Ferdinand Marcos
- Nuovo Esercito Popolare
Tattiche utilizzate
- boycotts-and-strikes
- nonviolent-direct-action
- civil-resistance
- coalition-building
- framing-and-narrative
- methods-of-nonviolent-action
La campagna ha combinato marce, raduni, roghi di effigi e uno sciopero generale per creare pressione pubblica e interrompere le operazioni normali, mentre il lobbying e il lavoro mediatico hanno amplificato il loro messaggio. [source: nv-database]
Risultato
Verdetto: parziale.
La BNPP fu rinviata e non entrò mai in funzione, e le basi militari statunitensi furono infine rimosse, raggiungendo gli obiettivi della campagna. Tuttavia, questi risultati richiesero più di due anni per essere finalizzati, e la campagna subì una repressione violenta, inclusa l’uccisione di sette attivisti da parte del Nuovo Esercito Popolare. [source: nv-database]
Lezioni
- Espandere gli obiettivi della campagna per includere questioni correlate può costruire coalizioni più ampie e aumentare la pressione.
- Scioperi massicci e coordinati possono paralizzare una regione e attirare l’attenzione nazionale.
- L’azione nonviolenta persistente combinata con un cambiamento politico (come la caduta di un dittatore) può portare a un successo a lungo termine.
Fonti
- Global Nonviolent Action Database —
[[nv-database]]
Disclaimer: Incluso come esempio didattico di arte della campagna, non come approvazione.
Fonti e verifica
nv-database— fondamento: primario — licenza: solo link- Riscritto: 2026-06-25 tramite
worker_casestudies_v2.py
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