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Riepilogo
Nell’ottobre 2008, i commercianti del bazar iraniano in diverse città hanno indetto uno sciopero generale per protestare contro un’imposta sul valore aggiunto (IVA) del 3% imposta dal governo del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Lo sciopero è iniziato con i commercianti di oro a Isfahan e si è diffuso nei principali bazar di Teheran, Shiraz, Tabriz e altre città, portando a una chiusura diffusa dei negozi. Il governo ha accettato di posticipare l’imposta di tre mesi per negoziare, ma l’imposta è stata infine implementata, rendendo l’esito parziale.
Contesto
Il 21 settembre 2008, il governo iraniano sotto la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad ha implementato un’imposta sul valore aggiunto (IVA) del 3% su tutti i prodotti tranne gli alimenti di base, approvata dal Parlamento l’anno precedente. L’imposta ha aggravato un’economia già in difficoltà e i commercianti, in particolare i venditori di oro e gioielli, sono stati colpiti duramente. I commercianti hanno chiesto che l’aumento dell’imposta fosse posticipato o eliminato e in seguito hanno chiesto la sua completa abolizione.
Cosa è successo
Lo sciopero è iniziato il 4 ottobre 2008, con i commercianti di gioielli e oro a Isfahan che hanno chiuso i loro negozi [source: nv-database]. Entro il 7 ottobre, lo sciopero si era diffuso a commercianti di tutti i tipi in diverse grandi città, tra cui Shiraz, Tabriz, Qazvin, Mashhad e Teheran, dove il Grand Bazaar era quasi completamente chiuso [source: nv-database]. La polizia pattugliava i bazar chiusi, minacciando i commercianti di arresto per costringerli ad aprire, e ci sono stati rapporti di manifestanti che attaccavano i negozi che rimanevano aperti [source: nv-database]. L’Associazione delle Corporazioni ha incoraggiato la fine dello sciopero, ma altri sindacati hanno espresso supporto [source: nv-database]. In risposta, il governo ha accettato di posticipare l’IVA di tre mesi per negoziare, il che ha posto fine allo sciopero [source: nv-database]. Dopo il rinvio, l’IVA è stata aumentata annualmente dal 6 al 15 percento a seconda dei beni [source: nv-database]. Un simile sciopero si è verificato nel luglio 2010 quando il governo ha annunciato un aumento delle tasse fino al 70 percento, portando a ulteriori negoziati e a un compromesso di un aumento del 15 percento [source: nv-database].
Persone e organizzazioni chiave
- Presidente Mahmoud Ahmadinejad
- Associazione delle Corporazioni
- Sindacati iraniani
- corporazioni del bazar
Tattiche utilizzate
I commercianti hanno utilizzato uno sciopero generale, chiudendo i negozi in diverse città, per dimostrare il loro potere economico e solidarietà, costringendo il governo a negoziare. La tattica si è diffusa da gruppi di commercianti specifici (ad es., venditori di oro) a tutti i tipi di venditori, mostrando un’unità di base ampia. [source: nv-database]
Risultato
Verdetto: parziale.
I commercianti non sono riusciti ad eliminare l’IVA, ma hanno ottenuto un rinvio di tre mesi e negoziati, che è considerato una vittoria parziale [source: nv-database]. La campagna ha mantenuto l’infrastruttura per una protesta simile nel 2010, indicando crescita e sopravvivenza [source: nv-database].
Lezioni
- Uno sciopero generale da parte di un settore economico specifico può diffondersi rapidamente e attirare l’attenzione del governo, specialmente quando interrompe i principali centri commerciali.
- La solidarietà tra diversi tipi di commercianti, anche quando l’imposta li colpisce in modo diseguale, rafforza l’impatto della campagna.
- Le relazioni storiche passate tra gruppi sociali e il governo possono gettare le basi per future azioni collettive.
Fonti
- Global Nonviolent Action Database —
[[nv-database]]
Disclaimer: Inclusa come esempio didattico di artigianato della campagna, non come approvazione.
Fonti e verifica
nv-database— grounding: primary — license: link-only- Riscritto: 2026-06-25 tramite
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