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Nel 2010, 20 prigionieri Mapuche in Cile hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’uso della legge antiterrorismo nei loro confronti. Lo sciopero è cresciuto fino a includere 34 prigionieri e ha ottenuto il sostegno di deputati che hanno anche digiunato. Dopo i negoziati, il governo ha ritirato le accuse di terrorismo e ha promesso una riforma legislativa, sebbene la legge antiterrorismo sia rimasta in vigore.

Tattiche utilizzate

Contesto

I Mapuche, il più grande gruppo indigeno del Cile, hanno subito espropriazioni territoriali e trasferimenti forzati sin dal XIX secolo. Il governo cileno ha utilizzato la legge antiterrorismo, originariamente emanata sotto Pinochet, per perseguire gli attivisti Mapuche nei tribunali militari, consentendo indagini segrete, testimoni anonimi e pene più severe, inclusa la perdita della cittadinanza. I prigionieri chiedevano la fine dell’applicazione di questa legge, processi equi, la smilitarizzazione delle loro terre e il rilascio dei prigionieri politici.

Cosa è successo

Il 12 luglio 2010, 20 prigionieri Mapuche hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le accuse ai sensi del Prevention of Terrorism Act [source: nv-database]. Nei due mesi successivi, altri 14 prigionieri si sono uniti, inclusi due giovani di un centro di detenzione [source: nv-database]. Il 12 agosto, i familiari si sono recati a Valparaíso per incontrare il Congresso e il Presidente della Corte Suprema, accompagnati dall’ONG Liberar [source: nv-database]. Il 9 settembre, quattro deputati della Commissione per i Diritti Umani hanno iniziato a digiunare in segno di solidarietà, spingendo il Presidente Piñera a proporre riforme alla legge sul terrorismo, che gli scioperanti hanno respinto [source: nv-database]. Il 1° ottobre, 24 scioperanti hanno firmato un accordo con il governo: le accuse di terrorismo sono state ritirate e riqualificate come reati comuni, e il governo ha promesso una riforma legislativa [source: nv-database]. I restanti dieci scioperanti hanno firmato l’8 ottobre, sebbene abbiano espresso insoddisfazione [source: nv-database]. Da allora, i Mapuche hanno continuato a subire persecuzioni ai sensi della legge sul terrorismo, con ulteriori scioperi della fame nel 2011 e una marcia di 10.000 persone a Santiago [source: nv-database].

Persone e organizzazioni chiave

  • Prigionieri Mapuche
  • Patricia Trancoso
  • Liberar
  • Commissione per i Diritti Umani
  • Presidente Sebastián Piñera
  • Presidente Michelle Bachelet
  • Presidente della Corte Suprema Milton Juica

Risultato

Verdetto: parziale.

La campagna ha ottenuto un successo parziale: il governo ha ritirato le accuse di terrorismo e le ha riqualificate come reati comuni, ma non è riuscito a realizzare una vera riforma della legge antiterrorismo, che continua a essere utilizzata contro gli attivisti Mapuche [source: nv-database].

Lezioni

  • Gli scioperi della fame possono generare una significativa pressione morale e attenzione mediatica, specialmente se combinati con azioni di solidarietà da parte degli alleati.
  • La costruzione di coalizioni con alleati politici può aiutare ad aumentare la pressione sul governo.
  • Concessioni parziali possono essere ottenute anche quando la riforma legislativa a lungo termine rimane elusiva.

Fonti


Disclaimer: Incluso come esempio didattico di arte della campagna, non come approvazione.

Fonti e verifica

  • nv-database — grounding: primary — license: link-only
  • Riscritto: 2026-06-25 tramite worker_casestudies_v2.py

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