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Riepilogo
Nel 1985, la Rutgers Coalition for Total Divestment (RCTD) presso la Rutgers University a New Brunswick, New Jersey, fece campagna affinché l’università e lo stato disinvestissero da aziende che operavano con il Sudafrica dell’apartheid. Attraverso un sit-in di 28 giorni, manifestazioni, uno sciopero della fame e la costruzione di coalizioni, la campagna fece pressione sull’Assemblea dello Stato del New Jersey affinché approvasse una legge sul disinvestimento. Lo stato alla fine vendette 2 miliardi di dollari in azioni, e la Rutgers disinvestì 6,4 milioni di dollari da dieci aziende, raggiungendo il suo obiettivo principale.
Contesto
Il sistema di apartheid in Sudafrica, legalizzato nel 1948, suscitò opposizione negli Stati Uniti, specialmente dopo la fine delle leggi Jim Crow. La Rutgers University aveva disinvestito da aziende che non aderivano ai Principi Sullivan nel 1978, ma in seguito reinvestì, suscitando la rabbia degli studenti. La Rutgers Coalition for Total Divestment si formò per chiedere il disinvestimento totale a livello universitario e statale, e un embargo nazionale contro il Sudafrica [source: nv-database].
Cosa accadde
La campagna iniziò il 12 aprile 1985 con una manifestazione di oltre 500 sostenitori, seguita da un sit-in presso il Rutgers Student Center con circa 200 partecipanti e uno sciopero della fame da parte di otto membri [source: nv-database]. La coalizione distribuì pacchetti informativi, poster e ricevette lettere di sostegno da gruppi come il Pan Africanist Congress of Azania e la Columbia University [source: nv-database]. Il 15 aprile, il presidente dell’università condannò i metodi della coalizione ma non la sua ideologia [source: nv-database]. Una manifestazione il 18 aprile attirò 1.500 sostenitori, e il 23 aprile, il reverendo Jesse Jackson parlò a una manifestazione di oltre 4.500 persone, criticando l’amministrazione Reagan e l’università [source: nv-database]. Lo sciopero della fame terminò il 22 aprile a causa di problemi di salute e della mancanza di attenzione da parte del presidente [source: nv-database]. Il 29 aprile, la coalizione chiese una riunione congiunta del consiglio, che fu rifiutata, portando a un “sleep-in” nazionale e a una marcia funebre [source: nv-database]. La campagna ottenne attenzione a livello statale e nazionale, e l’Assemblea dello Stato del New Jersey approvò una legge sul disinvestimento con un voto di 45 a 17, spingendo la coalizione a porre fine al sit-in il 13 maggio [source: nv-database]. Dopo la campagna, il senato statale approvò una legge per vendere 2 miliardi di dollari in azioni di aziende che commerciavano con il Sudafrica, firmata in legge il 20 agosto, e la Rutgers annunciò il disinvestimento totale di 6,4 milioni di dollari da dieci aziende il 17 ottobre [source: nv-database].
Persone e organizzazioni chiave
- Rutgers Coalition for Total Divestment (RCTD)
- Reverendo Jesse Jackson
- New Jersey Anti-Apartheid Coalition
- Valorie Caffee
- Presidente Dr. Edward J. Bloustein
- Donald M. Dickerson
- Assemblea dello Stato del New Jersey
- Senato dello Stato del New Jersey
- Governatore Thomas H. Kean
Tattiche utilizzate
- boycotts-and-strikes
- nonviolent-direct-action
- civil-resistance
- coalition-building
- petitions-and-e-campaigning
- methods-of-nonviolent-action
La coalizione combinò un sit-in prolungato e uno sciopero della fame per creare pressione morale e attenzione mediatica, mentre manifestazioni, petizioni e la costruzione di coalizioni con altre università e la New Jersey Anti-Apartheid Coalition amplificarono la portata della campagna e costrinsero all’azione legislativa [source: nv-database].
Risultato
Verdetto: vinto.
La campagna raggiunse il suo obiettivo principale di disinvestimento totale a livello universitario e statale: il New Jersey vendette 2 miliardi di dollari in azioni e la Rutgers disinvestì 6,4 milioni di dollari da dieci aziende. Tuttavia, l’obiettivo secondario di un embargo nazionale non fu raggiunto. Il successo fu determinato dalla durata del sit-in, dal crescente sostegno pubblico e dagli alleati legislativi [source: nv-database].
Lezioni
- Un’occupazione sostenuta e visibile può forzare risposte istituzionali e legislative anche senza concessioni immediate.
- Costruire alleanze con gruppi esterni e sostenitori di alto profilo amplifica la pressione e la legittimità.
- Combinare molteplici tattiche (sit-in, sciopero della fame, manifestazioni, petizioni) crea punti di pressione sovrapposti.
Fonti
- Global Nonviolent Action Database —
[[nv-database]]
Disclaimer: Incluso come esempio didattico di strategia di campagna, non come approvazione.
Fonti e verifica
nv-database— grounding: primary — license: link-only- Riscritto: 2026-06-25 tramite
worker_casestudies_v2.py
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